Màshkr 2,  2017

Stampa fine art giclée, 43,3 x  58,5 cm

carta Fowa Edward, Velvet 305 gr

certificazione fogra 29113 DIN EN ISO 9706

L’artista nella sua recente ricerca si concentra sulla “maschera”, tematica tradotta in lavori fotografici e installazioni che rielaborano immagini, storia e tradizione del folklore delle celebrazioni sacre lucane della festa di Sant’Antonio Abate e di quelle “profane” del Carnevale (tra cui quelle di Tricarico e Satriano di Lucania), dove i festeggiamenti – differenti per dinamiche e motivazioni – hanno un elemento caratteristico in comune, la maschera appunto, percepita come l’indicatore di ciò che è racchiuso nelle profondità della psiche umana.

 

L’MÀSHKR (Le Maschere)

Tricarico (MT)

 

 

Il 17 gennaio di ogni anno, giorno dell’apertura del carnevale, dalla chiesa di Sant’Antonio Abate, poco fuori il centro abitato di Tricarico, alcuni figuranti si travestono da vacche con manti e nastri multicolori a simulare il vello bovino, altri figuranti da tori. Le maschere di Tricarico, che nei loro estrosi costumi, rievocano una mandria di vacche e tori in transumanza. Bianche le prime, neri gli altri, sono accomunati dalla folta criniera di nastri – coloratissimi nelle vacche, neri e rossi nei tori – che dal copricapo arrivano fino ai piedi, svolazzando nel movimento vorticoso che caratterizza l’incedere dei figuranti. Ora singolarmente, ora in circolo mimando vivaci scaramucce fino alla mimica dell’accoppiamento e del rito di purificazione che consiste nel girare intorno alla chiesa per tre volte. Il tutto in un’atmosfera di festa che coinvolge gli spettatori e le genti accorse sul posto e pronte a lasciarsi trascinare in questa rappresentazione. Avanzano agitando campanacci d’ogni misura in un frastuono che riecheggia per tutto il paese.

Fonda le sue radici addirittura nei miti argivi, mescolando significati e allegorie che provengono dalla mitologia greca, testimonianze residue di insediamenti di greci in queste lande e dell’influenza di questi sui lucani-sanniti già nel VI secolo a.C. Tali miti subirono diverse influenze nel corso dei secoli, non ultima quella cristiana, riferita a sant’Antonio Abate, protettore degli animali e la cui festività dà inizio al carnevale. Non da meno il rituale ha preso piede a Tricarico che per tanti anni è stato luogo di passaggio della transumanza, allorché in primavera, mandrie di buoi attraversavano i tratturi intorno al centro abitato.